07 settembre 2009

Tre-bossi



Il gioco del monopoli

di Emilio Piccoli

In questi primi giorni di settembre assistiamo a fuochi d'artificio del ministro Tremonti, che continua a sparare sulle banche e a chiederne esplicitaente un ridimensionamento. Il suo sodale Bossi si spinge ancora più in là e chiede la 'banca del governo', una minaccia bell'e buona al settore creditizio privato. Francamente il coraggio dei due stupisce oltre misura. A me non sembrano eroi pronti al sacrificio per il bene del popolo. E allora a che gioco stanno giocando?

E' vero che siamo abituati ad ogni tipo di sparata da parte del Senatur, e ormai facciamo la tara su quello che dice. Tuttavia, questa volta gioca in coppia con il fido Tremonti, che qualche gioco serio in mente ce l'ha di sicuro. Io non credo che il ministro sia, da solo, in grado di portare l'affondo contro il sistema finanziario anglo-americano; nemmeno credo voglia fare il sobillatore per organizzare una rivolta di più nazioni, non ha nè il coraggio nè le capacità per farlo.

Gli argomenti che lui va affermando già da anni e le denunce che sta diffondendo sono dinamite pura, posta sotto il sistema oligarchico della finanza internazionale. Per ora sono sempre state chiacchere e battute esilaranti; aspettiamo allora i primi fatti concreti per farci un'idea più precisa del personaggio e valutare anche il tipo di reazione dei super-poteri. Anche perchè la sua posizione a livello di poteri internazionali è molto marginale ed eventuali azioni di rotturaa del governo italiano, credo verrebbero valutate come velleitarie. John F. Kennedy, ad esempio, portò la sua sfida da una posizione di grande potere: stampò un bel po' di greenbacks alla faccia della Fed. Ma poi la pagò subito molto cara.

In ogni caso è sicuramente in corso l'escalation tremontiana, la Lega è in appoggio, Berlusconi appare neutrale, quasi a considerare la cosa di scarsa importanza. Sembra che il 'cavaliere superdotato' abbia come massimo scopo quello di sopravvivere a sè stesso, e invece Tremonti sembra avere in serbo un grande piano, di cui al momento è difficile capire l'obiettivo finale.

Una cosa è sicura: se ci sarà il botto lo sentiremo per bene.


Stralcio agenzie:

TREMONTI: NO A BANCHE PIU’ GRANDI DEI GOVERNI
(dell’inviato Andrea D’Ortenzio)
LONDRA - Il ministro dell’economia Giulio Tremonti difende l’azione del governo in difesa del lavoro, dove ha destinato rilevanti fondi, ma chiede alle banche, che ricoprono “una funzione pubblica”, di fare la propria parte e ribadisce come dal vertice del G20 finanziario di Londra arrivi, attraverso il dibattito sui bonus dei banchieri, il messaggio che “non è possibile che le banche comandino sui governi e sulla politica”.
ANSA.IT (5 settembre2009)

Bossi all’attacco sulle banche:
«Si tengono i soldi senza aiutare imprese»
Il leader della Lega: «Il governo non ha saputo creare un istituto in concorrenza con gli altri»
CHIAVARI (Genova) - «Il governo ha dato i soldi alle banche che dovevano aiutare le imprese, ma le banche preferiscono tenersi i soldi per i tempi migliori quando potevano prestarli, guadagnandoci un sacco». Umberto Bossi non ha peli sulla lingua. E durante un comizio a Chiavari in Liguria, attacca gli istituti di credito, finiti già nel mirino del ministro dell'economia Tremonti. Per Bossi «il governo non ha saputo creare una banca propria in concorrenza con le altre». «Anche i piccoli imprenditori sono piccoli disgraziati, legati alle imprese . spiega il Senatùr -: si aspettavano i soldi invece i soldi se li sono tenute le banche». «Serve una banca - ha poi aggiunto il ministro per le Riforme e il federalismo - che possa mettersi in concorrenza con le banche attuali e, a dir la verità, questa banca ci sarebbe: sono le Poste che sono presenti in tutti i paesi e in tutti i paesini e, a quel punto, se le banche non si muovevano avrebbero perso tutti i loro clienti».
05 settembre 2009

Tremonti: «Dire no ai bond va contro gli interessi del paese»
dall’inviato Piero Fornara
..... «Noi vorremmo - ha aggiunto il ministro - che alle imprese vada la massima quantità possibile di denaro, ma in tutta Europa c'è una tendenza opposta da parte delle banche. La tendenza delle banche è a fare credit trade, cioè prendere soldi a zero e impiegarli. Sono capaci anche i bambini a fare le trimestrali così». A proposito dell'evoluzione della crisi economica in atto non bisogna avere «nessuna paura per il periodo che abbiamo davanti: noi ministri dell'Economia abbiamo calcolato la quantità di interventi per la crisi in cinque trilioni di euro, di cui un trilione e mezzo solo per le nazionalizzazioni, e cioè uguale a tutte le privatizzazioni del precedente decennio»....
06 settembre 2009

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